Un romanzo per la Giornata della Memoria

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Questa non è una storia cruda, o meglio, non è sicuramente la più cruda che si possa leggere sulla Shoa.

Non ci sono campi di concentramento né camere a gas.

Ciò non toglie, nondimeno , che non sia in grado di trasmettere il terrore e l’angoscia in cui i nazisti gettarono, nell’anno 1943, la numerosa comunità ebraica di Salonicco, rinchiusa nei ghetti e poi caricata sui treni per la Polonia. In questo romanzo l’autore si concentra sul “prima”: prima dei campi, prima dei treni.

E soprattutto ci presenta la figura dei giusti, il console italiano Guelfo Zamboni e del capitano Lucillo Merci, suo assistente e interprete, in corsa contro il tempo per concedere la cittadinanza italiana a quanti più ebrei potevano, aiutandoli così a scampare dai treni per la morte.
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