Tenere accese le stelle…

Ogniqualvolta mi capita di assistere ad uno dialogo tra mia mamma e la zia, quando con tono di profondo rammarico e accenti di assoluto disfattismo commentano la situazione dell’attuale società, a loro avviso la peggiore che loro ricordino ( ” non so cosa sta succedendo in Italia…: la gente sta perdendo la testa…imbrogli, terrorismo,omicidi”, per poi chiosare immancabilmente con il ritornello, che riporto in stretto dialetto bergamasco “se copa töcc, ghe da fidas piö de negu- “si uccidono tutti, non ci si può più fidare di nessuno”); insomma ogniqualvolta avverto queste note del più cupo pessimismo nei loro discorsi, per stemperare un po’ la gravità e la paura, ribatto sempre con questa frase: ” Ma, mamma! Se quando eri piccola tu, c’erano i nazisti…”.

Come a dire: ogni epoca ha i propri mostri contro cui combattere.

9788852019234Mi ha fatto perciò molto piacere ritrovare pressapoco lo stesso spirito nelle pagine del libro ” Cosa tiene accese le stelle”di Mario Calabresi, edito da Mondadori, in cui l’attuale direttore del quotidiano La Repubblica ha tentato di smantellare alcuni dei luoghi comuni ( la violenza negli stadi, la novità del terrorismo)… e del pessimismo che ai nostri giorni nel nostro bel Paese predominano. E lo ha fatto lasciandosi aiutare da persone famose e non da lui intervistate.

” Io non ho dubbi” [chi parla, in questo caso], è l’oncologo Umberto Veronesi “stiamo meglio adesso, anche dove ci si ammala di più si muore di meno, e soprattutto si vive più a lungo. Se guardiamo indietro e lo facciamo con onestà, allora non possiamo non raccontarci che c’era un’età dell’oro. Questa idea è figlia di un rito collettivo di auto-fustigazione che va tanto di moda, non se ne può più di piangersi addosso.”

 

Certo, i motivi per piangersi addosso ci sono  e sono anche molti, questo è innegabile.Però questo indulgere, quasi un crogiolarsi, nel vittimismo e nell’autocommiserazione potrebbe ritorcersi contro di noi, contribuendo ad alimentare un clima di paura e angoscia che non lascia spiragli alla speranza,alla fiducia.

Sono in particolare i giovani, ma non solo, a dover invece tenere accese le stelle, guardando al presente, sì, e ai suoi problemi, ma solo per cercarvi di porre rimedio e di trovare quelle soluzioni per un futuro che altri, accecati dalla paura, stentano a sognare.

 

A proposito di stelle,quest’anno si prevede una cascata abbondante di stelle cadenti: allora, coperta e pazienza, tutti col naso all’insù!

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